ASCOworking · Tutte le prospettive

Le parole nei passaggi difficili

Per comunicare un cambiamento organizzativo occorre chiarire cosa è deciso, spiegarne il motivo, individuare chi parla e prevedere domande e verifiche successive.

A cura di ASCOworking · progetto di Studio Asco

Un cambio di orario, un nuovo responsabile, uno spostamento di reparto. Dal punto di vista di chi decide, sono scelte organizzative. Dal punto di vista di chi le riceve, sono domande: cosa cambia per me? Perché ora? Chi me lo dice? Se la risposta non arriva da chi decide, arriva dai corridoi, e di solito è peggiore.

Prima di comunicare

  1. Decidi cosa è deciso e cosa no. Se una parte è ancora aperta, dillo: "questo è definito, questo lo stiamo valutando e ti diciamo entro [data]". Un'incertezza dichiarata pesa meno di una certezza smentita dopo.
  2. Scegli chi parla. Meglio il responsabile diretto o la persona che ha preso la decisione, non un messaggio anonimo. Le notizie che riguardano il lavoro di qualcuno meritano una faccia.
  3. Dai il perché prima del cosa. "Stiamo cambiando i turni perché..." funziona meglio di "da lunedì i turni cambiano". Il perché non deve convincere tutti, ma dimostra che esiste un ragionamento.

Nel momento

Dopo il cambiamento

Una settimana dopo, chiedi a due o tre persone cosa hanno capito e cosa no. Spesso scopri che il messaggio che pensavi chiaro non lo era.

Un avviso: quando il cambiamento ha conseguenze sul contratto (orario, mansioni, trasferimenti, riduzioni), la comunicazione va concordata con chi cura gli aspetti legali. Le attività professionali riservate sono curate dallo Studio Cogno, attraverso Simone Cogno, Consulente del Lavoro, iscritto all’Albo di Torino n. 1282; ASCOworking segue gli aspetti organizzativi e di comunicazione di propria competenza.

Il supporto alla comunicazione interna

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